Ed eccoci, finalmente, a Città del Messico
Sono le 19 quasi, siamo nel nostro abituale, meraviglioso HOTEL CATEDRAL (ricordatevene per quando verrete qui) che al 7 piano ha una terrazza con vista sul retro della Catedral, la Torre Latinaoamericana, il punto più alto della città, e una serie infinita di tetti, con terrazze.
E' tutto quasi come nel 2006, l'ultima volta in cui sono venuta da sola. Stessi negozietti, stesso inquinamento, stessi colori, stessa miseria insieme ad una grande ricchezza. E' come Napoli, miseria e povertà, immersi in una grande bocca di un vulcano spento. Qui, se arriva un giorno un terremoto con i baffi, salta il tappo del centro città, saltano tutti per aria. Nel centro storico, lo abbiamo visto tutte le volte che dagli anni novanta siamo passati di qui, gli edifici monumentali hanno, anche esternamente, l'onda dei terremoti passati, nel senso che sono inclinati e/o sprofondati, ma reggono.
Rispetto a SF fa molto caldo afoso, come da noi a luglio!!!!!!!!!!
Siamo svegli dalle 4, tutto il viaggio è stato lungo e interessante, per quel che si vede dall'alto, ma abbastanza faticoso.
Los Angeles, vista in atterraggio, è un'immensa distesa di vita disidratata!!! Case basse, ma pochissime piante, e grumi di grattacieli. L'aeroporto è senza forma, in parte in ristrutturazione, e ci hanno fatto fare un giro in bus incredibile per portarci all'aereo per México.
Giorgio è abbastanza provato dalla fatica di tutte le pippe che devi affrontare in viaggio!! C'è sempre qualche imprevisto burocratico: ci hanno passati allo scanner almeno tre volte, ma uscire dagli States è stato molto semplice. Entrare in Messico, quasi ridicolo, non controllano quasi niente.
Giorgio non ne poteva più di SF, ieri ha concluso in bellezza andando a piedi sul Golden Bridge, a toccare gli enormi cavi che lo reggono.
Io, al contrario, stamattina alle 5,30 quando siamo arrivati all'Areporto internazionale di SF sarei tornata indietro, perchè stare in quella città a me interessa moltissimo, avevo ancora tantissimo da conoscere, ecc.....
Sentiamo i rintocchi della immensa piazza della Cattedrale, tra poco mettiamo fuori il naso e andiamo a mangiare.
Il blog di Angela e Giorgio
fotografi erranti, dalle Americhe all'Asia, alla ricerca di istanti di Bellezza da catturare e raccontare
Ideazione e progetto grafico: Monica eFFe
Traduzioni all'inglese: Sara Russell e Monica eFFe
“Il vero nucleo di base dello spirito vivente di un uomo è la sua passione per l'avventura. La gioia della vita proviene dai nostri incontri con nuove esperienze e, quindi, non c'è gioia più grande che avere un orizzonte che cambia incessantemente, per ogni giorno avere un nuovo e diverso sole. Se vogliamo ottenere di più dalla vita, dobbiamo perdere l’inclinazione per la nostra monotona sicurezza e adottare uno stile di vita più improvvisato, che in un primo momento ci sembrerà un poco folle. Ma, una volta che ci siamo abituati ad un tale stile di vita, comprenderemo il suo pieno significato e la sua incredibile bellezza. Non fermarsi, non stare seduti in un solo posto. Spostarsi, essere vagabondi, fare di ogni giorno un nuovo orizzonte”.
(Christopher McCandless)*
*Da ...”INTO THE WILD” di Jon Krakauer.
sabato 19 febbraio 2011
San Francisco è anche questo, e tanto altro..........
| Vista su una parte della Baia, dalle alture di Lombard Street. |
| Cappelli "vissuti" |
| Cappelleria |
| Un giovanissimo, intraprendente, suonatore di strada. |
| Altri suonatori di strada, della "categoria" homeless; assai frequenti, ma discreti e non molesti. |
| Anche in strada c'è un angolino comodo per tutti. |
San Francisco goodbye!!!!!!!!!!!!!!!!
venerdì 18 febbraio 2011
mercoledì 16 febbraio 2011
A SORPRESA UN'OPERA DI ZHANG HUAN
Questa è una scultura di un artista cinese che adoro. E' vissuto per alcuni anni negli USA poi è tornato in Cina, dove sono le sue radici. Ora vive a Shanghai dove ha un laboratorio Factory con decine di falegnami e saldatori, che lo aiutano a realizzare le sue opere.
A settembre scorso, a Milano, c'è stata una sua Mostra, con pezzi da collezioni private italiane.In Internet c'è tutto su di lui.
Quando io domenica mattina scorsa, andando all'Asian Art Museum, ho incontrato questa scultura subito ho pensato fosse lui. Per me è stata una grandissima emozione. Se fossi ricca comprerei una sua opera.
Egli, in realtà, è a metà strada fra un grande mercante-venditore di se stesso e un piccolo buddista.
lunedì 14 febbraio 2011
Un espresso al mitico Caffè Vesuvio
North Beach, quartiere italiano: a fianco della mitica City Light Store, c'è l'altrettanto famoso Caffè Vesuvio, luogo di ritrovo della Beat Generation. L'attuale gestore è un signore molto gentile (lo si vede vicino al bancone), la cui famiglia era molisana, ma lui non parla quasi per niente italiano.
L'ultima fotografia si riferisce ad una targa, poco distante; è stata voluta a ricordo di due famosi happeningCUPCAKES COLORATI DA LOVING HUT
L'ultimo giorno a S. Francisco siamo tornati a China Town e a North Beach, diretti al Golden Bridge per le fotografie precedenti.
Queste si riferiscono ad un delizioso caffè-pasticceria e al Ristorante Vegan Loving Hut (La Capanna dell'Amore ??), posto dove si mangia benissimo.
Il sorriso di questa giovane barista, che parlava perfettamente italiano, era più radioso di un mattino di sole.
Queste si riferiscono ad un delizioso caffè-pasticceria e al Ristorante Vegan Loving Hut (La Capanna dell'Amore ??), posto dove si mangia benissimo.
Il sorriso di questa giovane barista, che parlava perfettamente italiano, era più radioso di un mattino di sole.
domenica 13 febbraio 2011
UNIVERSITY OF CALIFORNIA, BERKELEY
Domani è l'ultimo giorno in cui saremo a SFO; siamo ormai in partenza per Los Angeles e di lì voleremo a Mexico City.
Va tutto bene, abbiamo avuto soltanto giornate di splendido sole. Oggi siamo stati a Berkeley, nel Campus della famosa università, per salutare Paolo, figlio di un caro amico di Giorgio, che da 15 anni ha un incarico speciale nel Museo di Antropologia dell'Università.
Un treno velocissimo, che per lunghi tratti passa sotto il fondo del mare, in mezz'ora ci ha portati a Berkeley.
Sono molto riluttante a lasciare SFO, perché questa città mi piace molto e mi piacciono molto tante cose di qui, anche se non tutte.
Ieri che era domenica, ad esempio, alle 12 era aperta la Public Library; uno spazio bellissimo, frequentato da persone di ogni età, anche in compagnia dei loro cani!!! Veramente è così.
Così ho potuto fare una ricerca su una poetessa della Beat Generation, come mi aveva chiesto un'amica, che sta scrivendo un libro su di lei. In mezz'ora mi hanno fornito tutte le fotocopie di cui avevo bisogno e mi hanno pure scansionato un libro di poche pagine, scritto dalla poetessa e all'epoca censurato dalla polizia, perché ritenuto osceno.
Per il tempo che un bibliotecario ha lavorato per noi, con grandissima gentilezza, e per tutto il materiale, non abbiamo dovuto pagare un centesimo. Ogni volta che chiedevo un'informazione in più, scusandomi per il disturbo, mi rispondevano che erano lì per aiutarmi e che ero benvenuta! Proprio come in certe biblioteche italiane!!!
Un grande abbraccio a tutti
Angela
| Alcune immagini del Campus |
| L'insegna del Phoebe Hearst Museum of Anthropology e, sotto, Paolo Pellegatti, archeologo del museo e nostro personale amico. |
| Altre immagini del Campus |
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