Arriviamo a
Cochabamba in aereo da Sucre; sbarchiamo nella città capoluogo dell'omonimo
Dipartimento, a 2500 metri sul livello del mare, con oltre seicentomila
abitanti. Siamo in una grande e fertile conca, circondata da montagne, fra cui il Cerro Tunari (5.035
m), la vetta più alta della Bolivia Centrale.
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Cochabamba, dal Cerro de San Pedro. |
Fondata dagli
spagnoli nel 1574, Cochabamba fu
il "granaio" della Bolivia, grazie ai cereali e al mais, dalla
fermentazione del quale si ricava la
chicha, che gli Incas consideravano al pari del nostro vino,
bevuta ancora oggi.
La produzione
agricola di questa Valle fiorì in relazione all'estrazione dell'argento a
Potosi, e servì ad alimentare i minatori fino a quando, con l'esaurirsi delle
miniere, nel sec. XVIII, il grano della vicina zona di Chuquisaca fu sufficiente.
Quando a metà
Ottocento i proprietari terrieri della Valle iniziarono ad investire nelle
imprese minerarie degli altipiani, Cochabamba guadagnò una nuova prosperità.
Khocha e pampa, in lingua quechua, stanno a significare pianura paludosa.
Il Cristo de la Concordia, sul Cerro de San Pedro; fu inaugurato nel 1990, in ricordo della visita del Papa Giovanni Paolo II.
Fu realizzato dai fratelli Walter e Cesare Terrazas.
Dal 1990, oltre ad una strada percorribile a piedi o in automobile, esiste un teleferico.
Fu chiamato della Concordia, quale segno di buon auspicio nelle relazioni fra la città e il suo Dipartimento, rappresenta lo spirito ospitale del popolo cochabambino, e un'invocazione perché il Buon Dio protegga la città.
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L'edificio della Farmacia Boliviana è fra i più
eleganti della Piazza 14 di settembre, data della liberazione della città dalla
Corona di Spagna. La frequentatissima bottega, conserva all'interno qualche
oggetto dell'antico arredo. |
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| Café Paris, sulla Piazza. |
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La Cattedrale Metropolitana, il più antico luogo di
culto della Valle (1571), più volte restaurata ha perso le sue caratteristiche
originari, ma ha conservato un portale d'ingresso in stile coloniale.
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L'interno della Cattedrale ha qualche statua
di suggestiva bellezza.
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Quillacollo, a 13 km da Cochabamba, conosciuta per
il reliquario della Virgen de Urkupiña, apparsa ad una pastorella ai piedi
della collina detta Calvario.
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| La pastorella avrebbe gridato: ¡Orkopiña! (Là ... sulla collina), per indicare la Vergine che ascendeva al cielo. |
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Questo signore porta la sua "copia" in
Chiesa, perché sia benedetta, prima di collocarla nel suo altare in casa. |
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Si vendono copie della Vergine, appena fuori la
Chiesa.
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Nel mercato permanente, ai lati della Chiesa e sparso per
tutto il Paese, assieme a candele, ceri di tutti i tipi e dimensioni, e altri oggetti religiosi, si vendono pure generi alimentari, mortadella compresa.
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